IL TAR MARCHE ANNULLA IL PROGRAMMA DELLE ATTIVITA’ ESTRATTIVE DELLA PROVINCIA DI ANCONA
Il TAR Marche con sentenza depositata in data 23.10.2009 ha accolto il ricorso promosso da ITALIANOSTRA , patrocinato dalla scrivente , contro il Programma delle attività estrattive della Provincia di Ancona relativamente alla zona di MOntesantangelo di Arcevia . In questa area, di mirabile bellezza e luogo di memoria storica, erano stati previsti due bacini estrattivi: uno per la maiolica e un altro per la scaglia rossa, nonostante che la zona sia soggetta a vincolo archeologico , vincolo forestale e riscontri la presenza di numerose sorgenti .Elementi tutti che, in forza della legge regionale, avrebbero dovuto condurre all’esclusione dell’attività estrattiva .Il Tar ha affermato la necessità della idnividuazione cartografica dei divieti, non solo sotto il profilo formale, ma anche quello, sostanziale, della trasparenza degli atti amministrativi .Del resto – afferma il TAR – appare difficile comprendere come sia possibile consentire attività e concedere esenzioni se non è chiaro e completo il quadro dei relativi divieti ( derogabili o inderogabili che siano ) .Il programma proviciale non aveva individuato con essattezza le area di divieto demandando alla fase successiva, di valutazione di impatto ambientale (VIA) dei singoli progetti, la valutazione circa la interferenza degli stessi con i vincoli presenti senza tuttavia delimitarne con essattezza l’estensione . Tale procedimento ,viziato sotto il profilo logico prima ancora che giuridico, è stato ritenuto illegittimo dal TAR, che ne ha rilevato la mancanza di trasparenza .
Una bella vittoria per ITALIA NOSTRA , per i cittadini della zona che si sono battuti in tutti questi anni per la tutela del sito e per tutti coloro che amano il paesaggio e credono in un’ attività amministrativa improntata alle regole della trasparenza . Speriamo che tanto induca anche ad un ripensamento circa la destinazione di un territorio ,come quello del Montesantangelo, che di certo ha ben altre vocazioni diverse da quella estrattiva .
sentenza_ cava _Arcevia
Add comment 26 Ottobre 2009
cosa bolle in pentola
Carissimi , scusatemi del ritardo ma ,come previsto, è stata un’estate caldissima ,non solo per le temperature !
IL 24 luglio c’è stata la discussione ,avanti al TAR MARCHE, del ricorso promosso sia dalla Regione che dalla WaferZOO srl,contro il provvedimento di annullamento della autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza dei beni Culturali e del Paesaggio delle Marche.
Si era in attesa della sentenza ,quando è uscita l’ordinanza, con la quale il Tribunale ha nominato il Dirigente del servizio della Tutela e difesa del Suolo della Provincia di Pesaro per operare le misurazioni dell’area vincolata e le interferenza dei vincoli con l’opera progettata.
Il 12 agosto , in procinto di andare in ferie , la WAFERZOO srl ha presentato la istanza di ricusazione del Dirigente della Provincia nominato dal TAR per la verifica sopradetta : la ditta non si sentirebbe garantita, in quanto la Provincia avrebbe espresso in passato parere negativo ,peraltro, in altro procedimento .La discussione della richiesta è stata fissata davanti al Tar Marche ,per il giorno 17 settembre p.v.In quella sede il Tribunale dovrà decidere se confermare la nomina, oppure modificarla come richiesto dalla WaferZoo .
Il giorno 16 settembre saremo davanti al Tar Marcheper la discussione della istanza avanzata dalla società Paci & PAgliari di sospensione del’ordinanza emessa dal Comune di Orciano di demolizione della platea realizzata in loc. Schieppe .
Il 21 settembre è stata indetta dalla Provincia di Pesaro la conferenza dei Servizi per la Cava del Bifolco di Pergola ,nonostante che l’udienza di discussione del ricorso promosso dal Comune di Pergola, è fissata per il giorno 7.10.2009 .
Insomma, un calendario fittissimo di attività sintomo dell’ accelerazione che stanno prendendo alcune questioni ,forse per l’approssimarsi delle scadenze elettorali..
Prometto di tenervi informati .saluti cari
Add comment 13 Settembre 2009
ENERGIA E CIP 6
Un’interessante puntata di “Report“ su Rai3 ha posto l’attenzione, ieri sera, sul paradosso derivante dall’applicazione degli incentivi CIP6-Certificati verdi: sono prelevati dalle nostre bollette elettriche, dovrebbero essere riservati alle energie rinnovabili e invece, sempre più spesso, sono utilizzate per finanziare operazioni speculative legati all’uso delle biomasse e dei rifiuti.
Il caso proposto era quello di un allevatore di galline ovaiole nel Veneto che, per sbarazzarsi delle deiezioni quotidiane, ha presentato il progetto per realizzare un impianto pirolitico in cui incenerirle. L’impianto produrrebbe energia elettrica e sarebbe ammesso a fruire del sistema di incentivazione per le energie rinnovabili in quanto, per provvedimento statale e regionale, le deiezioni da rifiuto sono diventate fonte energetica rinnovabile! Ma soprattutto fonte di guadagno: l’utile dell’azienda dalla produzione di uova è di circa 290.000 euro l’anno mentre quello derivante dall’incenerimento degli escrementi supererebbe 1 milione di euro l’anno. In pratica, per una voluta distorsione del sistema, all’azienda converrà allevare le galline per gli escrementi anziché per continuare a produrre le uova.
Ho provato a fare due conti, considerando la cosiddetta centrale a biomasse di Schieppe di Orciano, anch’essa comportante combustione e quindi emissioni nocive, anch’essa ammessa a fruire dei certificati verdi-CIP 6 per circa 24 milioni di euro all’anno per dodici anni.
Con un investimento di 24 milioni, l’importo del contributo di un solo anno, potrebbe essere interamente finanziata l’installazione di circa 5.000 Kwp di energia elettrica fotovoltaica. Con tre anni di certificati verdi non corrisposti alla Wafer zoo S.r.l., 72 milioni di euro, sarebbero realizzati 15.000 Kwp di energia elettrica (La stessa potenza della centrale prospettata a Schieppe), ovvero 5.000 micro-impianti ad uso familiare da 3 Kwp da installare sul tetto o sulla pertinenza di ciascuna abitazione.
Una volta e mezzo il fabbrisogno delle circa 3.400 famiglie del Collegio di Montefelcino che risiedono nei comuni di Barchi, Serrungarina, Montefelcino, Sant’Ippolito, Monteciccardo, Isola del Piano.
Riepilogando, impedendo la realizzazione dell’impianto ed utilizzando in modo razionale il denaro pubblico prelevato dai cittadini, potremmo avere:
- 5.000 famiglie avrebbero energia elettrica autoprodotta gratis per tutta la vita dell’impianto (25-30 anni)
- ZERO EMISSIONI, nessun impatto sanitario e ambientale
- 9 anni di certificati verdi risparmiati, ben 216 milioni di euro, resterebbero a disposizione della collettività per soddifare il fabbrisogno di energia di ulteriori 15.000 famiglie
A questi risultati deve tendere, con gli strumenti di pianificazione e l’esercizio delle funzioni che le sono proprie, la Provincia di Pesaro e Urbino.
Add comment 18 Maggio 2009
sull’incontro a Pian di Rose

All’incontro di ieri ,14 maggio 2009, tenutosi a Pian Di Rose , il Sindaco di Sant’ Ippolito, ha dichiarato di essere d’accordo con la Carta dei Servizi e dei Cittadini sul punto relativo alla richiesta di chiusura definitiva del procedimento di autorizzazione dell’impianto a biomasse di Schieppe da parte della Regione Marche .
Ha affermato tuttavia che la “Politica” percorrerebbe strade diverse per raggiungere l’obiettivo, ricordando le proposte di legge regionali avanzate ed il disegno di legge presentato in Regione che consente di autorizzare solo impianti a biomasse che abbiano la possibilità di reperire il materiale da bruciare nel raggio massimo di 50 Km e aventi una potenza non superiore a 3 KW.
Mentre ascoltavo pensavo che la Regione in questo lungo periodo, sono passati ben 5 anni dall’apertura del procedimento, ha avuto tutte le motivazioni tecniche e giuridiche per definire in maniera negativa il procedimento, non da ultimo, l’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza al Paesaggio delle Marche , ma non lo ha fatto e ha continuato a trascinare un procedimento che non può avere una durata superiore a 120 giorni .E tanto con buona pace dei diritti dei cittadini .
In questo contesto le iniziative di legge appaiono unicamente dei meri tentativi per salvare il salvabile in attesa di tempi migliori: basti solo considerare l’ipotesi ,avanzata dalla Politica ,fin dall’inizio della vicenda, di ridurre la portata degli impianti o quella di ridurre il raggio di approvvigionamento .
Forse il Sindaco non ricorda che tali limiti sono già presenti nel Piano Provinciale Energetico eppure non hanno impedito il rilascio dell’autorizzazione nel 2004 con il parere positivo( allora) dei tecnici provinciali!!!
Le motivazioni per respingere la istanza di autorizzazione già esistono numerose e fondate , occorre unicamente la volontà di applicarle con decisione.
Questa e questa sola mi sembra la strada da percorrere e di cui i Sindaci del territorio si debbono fare portavoce evitando di ascoltare le …sirene della Politica .
Add comment 16 Maggio 2009
la democrazia è un argomento passato di moda?

Quando ero giovane la campagna elettorale si faceva con i comizi in piazza dove, fra un gelato e l’altro, si ascoltavano gli oratori parlare della politica con la P maiuscola, e ricorrevano sempre nei discorsi parole quali: democrazia, libertà, partecipazione .
Poi si è iniziato a dire che la gente era stanca di questi discorsi e che si doveva parlare dei problemi reali della gente: come se la politica non fosse un problema reale e quotidiano!!
E così i politici di professione si sono adeguati : non più discorsi retorici sui massimi sistemi ma grandi discorsi sui problemi reali e quotidiani: le strade , i ponti le case , i servizi ecc..
Però i problemi sono diventati come il vivere quotidiano sempre più complessi, e a furia di sentire questo e quello sui problemi reali si è iniziato a non capirci più nulla : tutti sembrano avere ragione e tutti torto al tempo stesso.Stanchi, o si finisce con l’approvare un discorso solo per la semplice appartenenza e provenienza politica ( di destra o di sinistra ) dell’oratore o si finisce con il girare canale e lasciar perdere .
I professori la chiamano disaffezione alla politica e la stigmatizzano come il male del nostro sistema democratico .
E’ apparsa sul quotidiano il sole 24 ore di domenica 19 aprile 2009 , un’ interessante intervista rilasciata dal prof. Zagrebelsky, noto costituzionalista ,che ha individuato in questa disaffezione( “disincanto democratico delle masse”) il paradosso della democrazia : proprio quel sistema che dovrebbe garantire i molti dal pericolo dell’ esclusione porta alla auto-esclusione dei cittadini e alla progressiva trasformazione della democrazia in oligarchia .Le decisioni vengono sempre più prese da pochi, e sempre quelli, che consolidano così il loro potere ,e sono sempre più subite dai molti che, non riuscendo più a capirne i meccanismi ( “perché si chiede il mio consenso , se non sono in grado di comprendere il senso della partita i cui mi si vuole coinvolgere”) se ne allontanano, in nome anche di una ricerca di tranquillità e di benessere tutto individuale .
In tale analisi il prof. Zagrebelsky cita grandi filosofi, e letterati quale Dostoevskij nelle bellissime pagine sul grande inquisitore.
Insomma discorsi grossi!
Quei discorsi che, secondo alcuni, i cittadini non vorrebbero sentirsi dire in quanto lontani dalla propria realtà.
Ma davvero è così o in certe analisi ritroviamo la lettura delle nostre piccole realtà in cui abbiamo visto scelte amministrative significative per la collettività calare dall’alto, senza alcun interesse per quella realtà , ed anzi in dispregio della volontà di quella comunità sulla quale poi quelle scelte andavano ad incidere in maniera grave coinvolgendo la salute ,la qualità della vita il valore degli immobili di quelle comunità?
Il prof. Zagrebelsky individua nella informazione e nella magistratura i due rimedi fondamentali per evitare la degenerazione della democrazia in oligarchia in cui sembrano degenerare tutte le democrazie moderne. Un’ informazione seria chiara riconduce i cittadini a scegliere in maniera consapevole e quindi a partecipare attivamente alla cosa pubblica .
Anche questo è un discorso grosso e non interessa più?
Il proliferare di comitati che si informano chiedono interrogano i loro amministratori sul significato delle scelte e chiedono di sapere gli effetti di quelle scelte è davanti agli occhi di tutti, e testimoniano che l’esigenza di democrazia effettiva è sempre viva e attuale .
se vuoi leggere l’articolo, vai al post su Zagrebelsky
Add comment 15 Maggio 2009
oligarchia e segreto: le due minacce

un’ interessante intervista a Gustavo Zagrebelsky da IL SOLE 24 ORE –
19 APRILE 2009
Oligarchie e segreto, le due minacce
Intervista a Gustavo Zagrebelsky di Donatella Stasio.
Numero civico 54 di via Sant’Ottavio, Torino. Terzo piano del Dipartimento di Scienze giuridiche. Prima di cominciare, un caffè e una sigaretta. Gustavo Zagrebelsky tira fuori dalla tasca un accendino, uno di quelli “usa e getta” che compri a un euro dal tabaccaio. A volte te ne capita uno con lo scudetto della Juve o dell’Inter; altre volte, uno con il mezzobusto di una signorina procace; se sei fortunato, uno tinta unita. Ma può anche capitarti un accendino con l’effigie di Benito Mussolini, da un lato con il capo scoperto, dall’altro lato con l’elmetto e la scritta «Chi si ferma è perduto». E’ quello che un tabaccaio di Milano ha dato a Zagrebelsky.Comincia così, con un “segno dei tempi”, un lungo colloquio sulla democrazia, che a tratti è come immergersi nella lettura di Dostoevskij. Il potere, la libertà, la persuasione, l’oligarchia, la sicurezza, il mistero: sono questioni con cui hanno a che fare le nostre società e sono temi al centro degli incontri, delle letture, degli spettacoli in programma a Torino nella prima edizione di «Biennale democrazia», dal 22 al 26 aprile (a cavallo della festa della Liberazione e in omaggio a Norberto Bobbio, nel centenario della nascita). Zagrebelsky, costituzionalista, presiede il Comitato scientifico ed è uno degli ispiratori di queste giornate, straordinarie già per le presenze annunciate: tutto esaurito, al teatro Regio, il 22 e il 25 aprile, rispettivamente, per la lezione inaugurate del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e per la lettura delle «Lettere di condannati a morte della Resistenza», con la voce di Valentina Sperli e le note di Mario Brunello.
Professor Zagrebelsky, siamo di fronte a una partecipazione davvero straordinaria. In fondo, la democrazia dovrebbe essere come l’aria che respiriamo e dell’aria nessuno si preoccupa, se non quando comincia a essere scarsa o inquinata. Significa che viviamo in tempi di democrazia scarsa o inquinata?
-La democrazia è sempre un regime problematico e, quindi, in qualunque momento è opportuna una riflessione. Come qualunque altro regime, anche la democrazia ha bisogno di un’etica pubblica adeguata. Senofonte scriveva per il re di Persia, Machiavelli per il principe rinascimentale. Perche la democrazia, cioè i cittadini, dovrebbe fare eccezione? Richiamare l’attenzione sui problemi, le sfide, le responsabilità della democrazia e una necessità fisiologica.
-Le «lettere dei condannati a morte della resistenza» descrivono un’Italia contadina, operaia e intellettuale, sobria, legata a valori forti per i quali si rischia la libertà, la vita. Un’Italia molto diversa da quella di oggi. Che cosa è successo?
Che ci siamo adagiati. Secondo un detto di Bobbio, gli italiani sono democratici più per assuefazione che per convinzione. L’assuefazione non è un motivo di tranquillità. Può portare stanchezza, persino nausea. La democrazia è un regime difficile, quasi contro-natura ed è esposta strutturalmente al pericolo d’involuzione oligarchica, che la svuota di significato dal suo interno. Oligarchia significa potere concentrato, esclusivo, gestito in luoghi riservati, segreti, sconosciuti ai più. Pensiamo ai poteri finanziari, che tanto condizionano la politica.
…
leggi tutto su
http://www.astrid-online.it/I-nuovi-pr/Rassegna-s/Zagrebelsky_Sole24Ore_19_04_09.pdf
1 comment 11 Maggio 2009
le nostre battaglie

“Tra i pilastri su cui si fonda una democrazia, il controllo degli eletti da parte degli elettori, la trasparenza dell’operato degli eletti e la partecipazione dei cittadini all’elaborazione di atti tesi al perseguimento del bene comune, sono tra i più importanti.
In più occasioni nel nostro territorio la trasparenza è venuta meno e questo ha dato origine a numerosi casi in cui il cittadino ha dovuto difendersi anche in sede giudiziaria da scelte, progetti, risoluzioni pensate e assunte nel chiuso delle “stanze del potere”, senza la opportuna pubblicità e partecipazione.
In altre parole, si è verificato che addomesticate applicazioni delle leggi hanno convinto numerose comunità a riunirsi in comitati ed associazioni, per far sentire la propria voce e per pretendere il giusto rispetto dei propri diritti, primo di tutti quello alla salute.
Si è consumata così una frattura tra una casta politica insensibile e scollegata dal territorio, che avrebbe dovuto rappresentare, e dalla cittadinanza.
E risulta quantomeno singolare la pretesa che vede la politica impotente di fronte agli atti della macchina amministrativa.
La “riforma Bassanini”, se da un lato responsabilizza la componente tecnico-amministrativa, dall’altro non esenta la parte politica dalla verifica delle strategie, dalla vigilanza e dal controllo sull’operato della burocrazia.
Se ciò non fosse, le istituzioni verrebbero svilite e private dei compiti e delle responsabilità proprie delle posizione di chi dovrebbe rappresentare la volontà popolare.
Nell’organizzazione di uno Stato la legge stabilisce un obiettivo e le modalità per conseguirlo. Merito e metodo sono i suoi elementi essenziali. Mentre il merito indica la finalità, il metodo fissa controlli, vagli, investigazioni e tempi per garantire che la norma non violi alcuno dei principi costituzionali.
Questo che dovrebbe essere pacifico e condiviso non lo è e non lo è stato. Noi pretendiamo che lo sia. Ci sono stati progetti che, pur afferenti la vita di alcune e definite comunità, sono stati avviati senza la doverosa ed onesta informazione dei diretti interessati cioè dei cittadini.
E la politica ha reagito con insofferenza alle democratiche e costituzionali richieste dei cittadini dimostrando un dirigismo ed una lontananza proprie di altre società a noi aliene. Esistono temi come quelli dell’ambiente in generale e dell’energia, dei rifiuti e dell’acqua in particolare che, in quanto relativi al futuro delle prossime generazioni, di ai beni collettivi ed al bene supremo della salute, non possono prescindere da assidui momenti di confronto e dalla partecipazione responsabile alle decisioni.
Su questi principi vogliamo basare la civile convivenza di questo territorio. Da troppo tempo la politica ha dimenticato di vivere nella “polis” e proprio per questo il documento che presentiamo vuol essere un invito ed un richiesta: un invito a tutti a partecipare alla creazione di un nuovo dibattito sugli elementi concreti della politica, primo fra tutti la gestione dei beni comuni, ed una richiesta a chi intende candidarsi affinché si confronti nei fatti con questi contenuti.”
Dalla Carta dei diritti e delle rivendicazioni del territorio, 2008,
del coordinamento provinciale dei comitati.
Add comment 11 Maggio 2009
Ringrazio tutti coloro che con il loro voto mi hanno dato fiducia .
All’incontro di mercoledì 20 maggio , a Tavernelle , si è parlato soprattutto della gestione dei servizi pubblici. Gli amministratori presenti hanno riferito delle difficoltà anche solo di rappresentare le esigenze della comunità alla società Marchemultiservizi, tanto che alcuni hanno indicato come soluzione, il ritorno alla gestione comunale del servizi .
